PANTELLERIA — Pantelleria non è solo un’isola di roccia, vento e mare mozzafiato, ma un luogo di guarigione, riservatezza e storie straordinarie. A tracciare questo ritratto intimo e suggestivo è Italo Cucci, storico giornalista ed eletto lo scorso maggio Presidente dell’Ente Parco Nazionale di Pantelleria, in un’intensa intervista rilasciata al Corriere della Sera.
In una lunga e profonda conversazione condotta dalle colonne del quotidiano milanese, il neo Presidente dell’Ente Parco ha ripercorso i suoi 37 anni d’amore con la Perla del Mediterraneo, definendola una vera e propria «clinica dell’anima», un rifugio capace di lenire le ferite del cuore e della mente. Un confronto di spessore che dimostra quanto sia prezioso, anche e soprattutto in ambito locale, un racconto giornalistico maturo, equilibrato e di ampie vedute, capace di dare voce all’anima profonda del territorio senza fermarsi alla superficie o al senzazionalismo.
Un rifugio di guarigione e riservatezza

Tra i passaggi più toccanti e personali dell’intervista, il Presidente dell’Ente Parco Cucci ha ricordato come l’isola sia stata determinante per la sua famiglia:
«Sull’isola abbiamo potuto curare la depressione di mio figlio. Pantelleria è un luogo per i dolori della mente e del cuore».
Un miracolo reso possibile anche dall’indole unica dei panteschi e da quella filosofia di vita vissuta all’insegna del “minnifuttu”: un atteggiamento che Cucci ci tiene a precisare non essere affatto insensibilità, bensì una «generosa comprensione di un privato da non violare».
È proprio questa discrezione ad aver reso Pantelleria un’oasi amata da grandi personaggi della cultura, della moda e dello spettacolo internazionale, liberi di vivere la quotidianità senza l’assedio dei paparazzi.
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Tra grandi VIP, incontri casuali ed aneddoti memorabili
Nel corso dell’intervista al Corriere della Sera, Italo Cucci ha rispolverato divertenti ed emblematici aneddoti che raccontano il rapporto tra l’isola e le sue celebrità:
- Giorgio Armani: Lo stilista, storico estimatore dell’isola, «scendeva da casa a Pantelleria con il Ciao, ma nessuno lo inseguiva», godendosi una libertà introvabile altrove e dimostrandosi sempre prodigo con la comunità locale.
- Hollywood a portata di mano: «Passa Hollywood e quasi non ce ne accorgiamo», racconta il Presidente dell’Ente Parco, ricordando di quando al porto stava prendendo una granita con la moglie e incrociò una ragazza che sembrava Michelle Pfeiffer (ed era proprio lei!), o di quando si imbatté in Madonna.
- Sting e il dammuso: Anche il celebre cantante britannico, che sul cocuzzolo più alto dell’isola ha composto diversi brani, rimase folgorato da Pantelleria: «Voleva comprare il mio dammuso, avrei fatto un affare», scherza Cucci.
- Il “Daspo” a Gérard Depardieu: Tra i ricordi non manca qualche nota di colore più accesa, come i vivaci litigi dell’attore francese con la compagna dell’epoca Carole Bouquet, che portarono la comunità a un’originale forma di rigetto: «Lo abbiamo costretto ad andarsene: non gli davamo più da bere e da mangiare».
Lo sguardo al futuro e la cultura dell’informazione

Guardando al futuro di Pantelleria e alla sua coesione sociale, il Presidente dell’Ente Parco Cucci prosegue nella sua visione dell’isola come luogo di accoglienza e rinascita. Ha infatti ricordato di aver proposto al Viminale l’invio di famiglie di migranti per contribuire a costruire e sostenere una comunità operosa e integrata.
Riflessioni e passaggi che ricordano come la narrazione di un’isola complessa come la nostra richieda sempre uno sguardo autorevole e libero da condizionamenti. L’esempio offerto da una grande firma della stampa nazionale è la prova che informare Pantelleria significa elevarsi oltre il brusio di fondo e il sensazionalismo di maniera, restituendo al lettore e all’ascoltatore la dignità delle grandi storie.
Per Radio Pantelleria, il ritratto che emerge dall’intervista del Corriere della Sera è la conferma di ciò che chi vive e ama quest’isola sa da sempre: Pantelleria non è soltanto una meta turistica, ma una terra dal valore terapeutico, in cui la natura, il silenzio e il rispetto reciproco continuano a salvare le persone
Fonte: Intervista a Italo Cucci di Corriere della Sera





