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Nome dell'autore: Radio Pantelleria

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Intitolare l’aeroporto a Giorgio Armani: il dibattito si apre alla comunità| 𝐑𝐀𝐃𝐈𝐎 ® 𝐏𝐀𝐍𝐓𝐄𝐋𝐋𝐄𝐑𝐈𝐀

La decisione della Giunta Comunale Con la delibera n. 308 dell’11 settembre 2025, l’Amministrazione Comunale di Pantelleria ha proposto l’intitolazione dell’aeroporto dell’isola a Giorgio Armani, scomparso il 4 settembre a Milano all’età di 91 anni. Non si tratta di un atto puramente formale, ma di un gesto di riconoscenza verso uno dei più grandi interpreti della moda e dello stile italiano, profondamente legato a Pantelleria. Giorgio Armani e Pantelleria Per Armani, Pantelleria fu un luogo d’anima. Lo stilista la descriveva come “un’isola unica al mondo, capace di sedurre con la sua energia che arriva dalla terra”, e ancora come “un altrove materializzato, con il blu profondo del mare e abitanti ruvidi in superficie ma generosi”. Il suo legame con l’isola non si fermò alle parole. Armani sostenne la comunità con donazioni importanti, come alcuni dei tanti interventi per l’acqua potabile a Cala Gadir e Cala Tramontana e il recupero del Campo Gentile. Gesti silenziosi ma concreti, che testimoniano un amore autentico per Pantelleria. La proposta di intitolare l’aeroporto Il nome “Aeroporto di Pantelleria – Giorgio Armani” avrebbe senza dubbio un forte impatto simbolico e promozionale, associando l’isola a una figura di fama mondiale. L’aeroporto, porta d’ingresso e finestra sul Mediterraneo, diventerebbe così ambasciatore dell’identità pantesca. Una visione partecipata: dare voce ai cittadini Accanto a questa proposta istituzionale, si apre anche una riflessione più ampia. Coinvolgere direttamente i cittadini in un evento pubblico, con una votazione per scegliere il luogo simbolo da intitolare a Giorgio Armani, potrebbe essere la strada più inclusiva e rappresentativa. Il porto avrebbe un valore profondamente legato alla vita dello stilista: Armani arrivava spesso a Pantelleria con il suo yacht, attraccando proprio al porto dell’isola. Un’intitolazione qui sarebbe un richiamo immediato alla sua presenza discreta e costante. Un’altra ipotesi suggestiva è dedicare una piazza centrale del paese, arricchita da una targa commemorativa. Un luogo quotidiano, vissuto da tutti, che ricorderebbe ogni giorno ai panteschi e ai visitatori lo spirito e l’anima che Armani ha contribuito a imprimere sull’isola. Memoria e futuro Che sia un aeroporto, un porto o una piazza, l’obiettivo è lo stesso: non limitarsi a un gesto simbolico, ma trasformare la memoria di Giorgio Armani in patrimonio comune, unendo comunità, istituzioni e cittadini. Perché il vero testamento del maestro non è solo nella moda, ma nel messaggio di sobrietà, rispetto e bellezza che Pantelleria oggi è chiamata a custodire.

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Pantelleria ricorda Giorgio Armani| 𝐑𝐀𝐃𝐈𝐎 ® 𝐏𝐀𝐍𝐓𝐄𝐋𝐋𝐄𝐑𝐈𝐀

La comunità di Pantelleria si è raccolta in un momento di grande emozione per rendere omaggio a Giorgio Armani, cittadino onorario dell’isola e figura amata per la sua semplicità e discrezione. Radio Pantelleria racconta l’evento si è svolto a l’8 settembre 2025 a Cala Gadir, luogo simbolico che lo stilista considerava casa, e ha visto la partecipazione di amministratori, collaboratori e cittadini. Un omaggio sentito e sobrio La cerimonia, caratterizzata da sobrietà e partecipazione, è stata voluta dalle autorità locali come espressione del sentimento collettivo. Il Vicesindaco Adele Pineda ha introdotto la giornata sottolineando che ogni gesto rifletteva il desiderio della comunità di celebrare la memoria di un uomo che ha portato il nome di Pantelleria nel mondo con stile unico. Il Sindaco Fabrizio D’Ancona ha ricordato Giorgio Armani come un’icona di eleganza e un custode dell’isola, impegnato concretamente nella valorizzazione del territorio, nei restauri rispettosi e nel sostegno alle iniziative locali. “Pantelleria oggi lo piange, ma lo custodisce nel vento e nei paesaggi che tanto amava”, ha dichiarato il Sindaco. Le testimonianze della comunità Il Presidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Spata, ha ribadito il legame speciale tra Armani e Pantelleria, ricordando la cittadinanza onoraria conferita nel 2006 e definendo lo stilista un punto di riferimento silenzioso ma costante per l’isola. I collaboratori dello stilista hanno aggiunto un tocco personale all’omaggio. Gioele Illirico ha parlato di Armani come di un “secondo padre”, sempre attento e rispettoso nei confronti di chi lavorava con lui. Aneddoti personali La poesia e il silenzio collettivo Il momento più intenso è stato segnato dalla lettura di una poesia dedicata a Giorgio Armani scritta da Giusy Andaloro e letta da Giusy Billardello che ha messo in luce il suo legame indissolubile con Pantelleria e la sua capacità di elevare la bellezza quotidiana. L’evento ha mostrato come, attraverso il ricordo condiviso, la comunità diventasse un’anima collettiva, riflettendo lo spirito dell’uomo che tanto amava la discrezione e la semplicità. L’eredità di Giorgio Armani a Pantelleria Secondo Don Vito Impellizzeri, la vita di Armani e il suo rapporto con l’isola possono essere sintetizzati in tre punti: L’omaggio si è concluso con un minuto di silenzio, la deposizione di fiori in mare e un lungo applauso, simbolo dell’affetto eterno dell’isola verso uno dei suoi cittadini più illustri. La memoria di Armani vive nei silenzi dell’isola, nella luce dei tramonti e nei gesti semplici, custode di un’eleganza che parla senza parole Immagini di Clara Garsia

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Pantelleria, scoperta una nuova specie: la Micropterix vulcanica| 𝐑𝐀𝐃𝐈𝐎 ® 𝐏𝐀𝐍𝐓𝐄𝐋𝐋𝐄𝐑𝐈𝐀

A Pantelleria è stata scoperta una nuova specie mai descritta prima: la Micropterix vulcanica, una microfarfalla endemica che arricchisce la biodiversità isolana. Con i suoi riflessi dorati e argentati e un ruolo cruciale come impollinatore, questo piccolo gioiello della natura è stato individuato tra Montagna Grande e Kúddia Attalora dal Dott. Giovanni Timossi. La scoperta, avvenuta il 3 settembre 2025, porta a 52 le specie di Micropterigidae presenti in Europa. L’Ente Parco Nazionale di Pantelleria celebrerà l’evento con un concorso fotografico e un’iniziativa per scegliere il nome comune della nuova farfalla. Un segno ulteriore che conferma Pantelleria come scrigno unico di biodiversità e laboratorio naturale da proteggere.

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Lo strumento più antico per la raccolta del corallo ritrovato a Pantelleria | 𝐑𝐀𝐃𝐈𝐎 ® 𝐏𝐀𝐍𝐓𝐄𝐋𝐋𝐄𝐑𝐈𝐀

Nel 2010, grazie alla segnalazione di Francesco Spaggiari, responsabile del Diving Club Cala Levante di Pantelleria, la Soprintendenza del Mare, allora guidata da Sebastiano Tusa, effettuò un ritrovamento definito di “grande interesse archeologico”.
Ad una profondità di circa 23 metri, sul fondale sabbioso delle acque di Cala Levante, fu rinvenuto un oggetto misterioso: un trave ligneo inserito in una semisfera di piombo del diametro di circa 50 cm.

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Cala Gadir: tra acque termali, storia sommersa | 𝐑𝐀𝐃𝐈𝐎 ® 𝐏𝐀𝐍𝐓𝐄𝐋𝐋𝐄𝐑𝐈𝐀

Cala Gadir è un piccolo borgo marinaro di Pantelleria, famoso per le sue sorgenti termali naturali che sgorgano direttamente tra le rocce vulcaniche.
Qui il mare custodisce un museo sommerso, con relitti e anfore puniche che raccontano la storia millenaria dell’isola.
Il villaggio, raccolto a semicerchio, regala un’atmosfera intima e autentica, lontana dal turismo di massa.
Le note di Radio Pantelleria accompagnano il ritmo lento delle giornate, fondendosi con il suono del mare e del vento.

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A Cala 5 Denti un angolo segreto dove si ascolta Radio Pantelleria | 𝐑𝐀𝐃𝐈𝐎 ® 𝐏𝐀𝐍𝐓𝐄𝐋𝐋𝐄𝐑𝐈𝐀

Cala Cinque Denti è una delle calette più suggestive e selvagge della costa nord-orientale di Pantelleria. Deve il suo nome alla particolare conformazione rocciosa, che ricorda una dentatura frastagliata scolpita dal mare e dal vento. Protetta dallo scirocco, diventa un rifugio sicuro per le barche nei giorni in cui il mare è agitato, offrendo acque calme e trasparenti. Il fascino del mare Il mare qui è uno spettacolo di colori: dal blu profondo all’azzurro chiaro, fino ai riflessi smeraldo che illuminano i fondali vulcanici. È un luogo ideale per chi ama il nuoto e lo snorkeling: sotto la superficie si nasconde un mondo ricco di vita marina e scenari naturali che rendono ogni immersione un’esperienza indimenticabile. Come arrivare Raggiungere Cala Cinque Denti richiede un po’ di spirito d’avventura. Si può lasciare l’auto lungo la strada perimetrale e scendere attraverso un sentiero ripido e scosceso, oppure intraprendere un percorso più lungo ma panoramico che parte dal Faro di Punta Spadillo e costeggia il Laghetto delle Ondine. Per chi preferisce un accesso più comodo, resta sempre l’opzione del mare: arrivarci in barca è la soluzione più pratica e scenografica. La Scarpetta di Cenerentola Uno dei punti più affascinanti è la cosiddetta “Scarpetta di Cenerentola”: una gola naturale che, vista dall’acqua, ricorda proprio la forma di una scarpina. Quando il sole filtra tra le rocce, i giochi di luce creano riflessi che sembrano usciti da una fiaba. È un piccolo segreto che premia chi decide di esplorare la cala a nuoto. Un luogo autentico e selvaggio Cala Cinque Denti è un luogo che non ha ceduto al turismo di massa. Non ci sono stabilimenti né comodità: qui regna la natura, con le rocce nere di origine vulcanica, i cespugli di macchia mediterranea e il suono del mare che si infrange sulle scogliere. Non è adatta a famiglie con bambini piccoli, ma è perfetta per chi cerca tranquillità, autenticità e un contatto diretto con la bellezza primordiale dell’isola. Un gioiello geologico Le rocce che circondano la cala raccontano la storia vulcanica di Pantelleria. Si tratta di antiche colate e tufi modellati nel tempo dai movimenti della terra e dall’erosione marina. Un paesaggio che non è solo da ammirare, ma anche da interpretare come pagina viva della geologia dell’isola.

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Sabir: la lingua che univa i popoli | 𝐑𝐀𝐃𝐈𝐎 ® 𝐏𝐀𝐍𝐓𝐄𝐋𝐋𝐄𝐑𝐈𝐀

Il Sabir non era una lingua raffinata, non apparteneva alle élite né ai circoli colti: era un linguaggio povero ma essenziale, nato dall’esigenza concreta di comunicare tra genti diverse. Pescatori, mercanti, marinai lo usavano quotidianamente per capirsi tra un porto e l’altro del Mediterraneo. Eppure, in questa semplicità stava la sua grande forza: il Sabir univa invece di dividere, annullava le differenze culturali e linguistiche, trasformandosi in un vero e proprio ponte tra i popoli. Pantelleria: fulcro del Mediterraneo L’isola di Pantelleria, sospesa tra la Sicilia e la Tunisia, è sempre stata un punto di incontro naturale. Non solo terra di approdo, ma crocevia in cui Africa ed Europa si sono incontrate, contaminandosi a vicenda. Qui il Sabir trovava un terreno fertile, perché rifletteva lo spirito dell’isola: aperta, accogliente, capace di convivere con identità differenti. Pantelleria rappresenta ancora oggi la sintesi del Mediterraneo, un luogo che racconta quanto il mare sia più unione che confine. Un linguaggio semplice, non elitario Il Sabir non cercava la perfezione grammaticale né l’eleganza stilistica. Era una lingua ibrida, diretta e accessibile a tutti, creata dai bisogni quotidiani della gente comune.Un esempio di comunicazione orizzontale, dal basso, senza barriere: proprio ciò che oggi manca in un mondo in cui il linguaggio tende a diventare spesso esclusivo, elitario o divisivo. Il Sabir ci ricorda che la vera forza della parola è nella sua capacità di includere, non di escludere. Il Festival Sabir: un messaggio per l’oggi Oggi il Sabir sopravvive nel nome del Festival Sabir, un evento internazionale dedicato al Mediterraneo come spazio di dialogo, pace e convivenza. Il festival, che si svolge ogni anno in una città diversa, celebra proprio quell’idea di lingua come strumento di unione, rendendo attuale l’antica eredità del Sabir. È un invito a superare le barriere, proprio come facevano i marinai e i pescatori di Pantelleria secoli fa. L’eredità di Pantelleria e del Sabir Il Sabir non è soltanto un capitolo di storia linguistica: è un messaggio di attualità. Pantelleria, con la sua posizione strategica e il suo spirito mediterraneo, continua a rappresentare il cuore pulsante di quell’idea di convivenza e dialogo tra popoli. Questa lingua povera ma potente ci insegna che non serve complessità per creare ponti: basta la volontà di comprendersi. In un’epoca in cui la comunicazione tende a dividere, il Sabir e Pantelleria ci ricordano che il Mediterraneo è – e deve restare – un mare che unisce.

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